23 Feb 2009 - 20:16:04
La mia storia
Mi chiamo Patrizia e ho 26 anni compiuti,ho deciso di scrivere la mia storia per far capire a tutte le ragazzine e anche alle mamme di tutte le ragazzine,che spesso non bisogna sottovalutare i segnali che il nostro corpo cerca disperatamente di mandarci.Per me ormai è troppo tardi per porre fine alle sofferenze che questa malattia mi provoca e continua a provocarmi,ma per voi, c'è ancora tutto il tempo per correre ai ripari.
Fin da quando ero ragazzina, fin dal primo ciclo,mi trovavo a dover combattere con forti dolori addominali e un flusso di sangue molto abbondante,non sono mai stata una che si trascura e le mie visite ginecologiche, da quel momento ad oggi sono state davvero tante,ma non mi fu mai diagnosticato niente,mi venne prescritta la pillola anticoncezionale per curare delle cisti ovariche, ma mai niente di grave.
In giugno dell'anno scorso,esattamente un anno fa, conobbi Giulio,capimmo subito di essere fatti l'uno per l'altra,ci fidanzammo, dopo tre mesi andammo a convivere e decidemmo subito di sposarci.
Era tutto perfetto,eravamo felici ed entusiasti per la nostra decisione,avevamo già idea di metter su famiglia e niente lsciava presagire che di li a poco la nostra vita sarebbe cambiata definitivamente.
Improvvisamente ebbi la consapevolezza che dentro di me qualcosa stava funzionando davvero male.
Non riuscivo più a camminare,un forte dolore alla gamba mi impediva di farlo,non riuscivo neanche più a continuare la mia attività sportiva (sono un arbitro di calcio a 11 maschile), sempre febbre, finchè un giorno mi ritrovai costretta a letto da un febbrone a 40 che salì in solo mezz'ora e dei dolori atroci alle gambe....il mio medico di base di allora disse che si trattava di febbre reumatica, tutto ciò a me non convinceva, i dolori ai nervi erano troppo forti....ma mi prescrisse tachipirina per la febbre e antibiotico per l'infezione reumatica come diceva lui......continuavo a contorcermi nel letto in crca di aiuto ma la diagnosi fu quella e fu confermata....andai avanti così, tra febbre e dolori per altri due mesi, fino alla mattina in cui mi resi conto che la mia vita sarebbe cambiata per sempre............fu quello infatti il giorno in cui per la prima volta seppi dell'esistenza di questa Bestia che ora mi sta distruggendo, sentii per la prima volta la parola ENDOMETRIOSI.
Premetto che io e Giulio,in previsione del nostro matrimonio, che sarebbe stato un mese più tardi, avevamo già deciso che potevamo iniziare a cercare un bambino........feci diverse visite sempre con ottimi risultati, potevamo iniziare a tentare il concepimento per avere il nostro desiderato bambino..........che purtroppo non arrivò mai!!!
Quella mattina appunto, mi alzai per andare in bagno alle 4 del mattino,mentre urinavo mi accorsi che stavo provando uno starno e irriconoscibile senso di pesantezza alla vescica,ma una volta terminato di urinare,dopo aver svuotato fino all'ultima goccia,mi sentii morire,in quel preciso istante ebbe inizio il mio calvario che ancora oggi continua.
Ricordo ancora i forti dolori al basso addome che mi costrinsero a contorcermi per terra in cerca disperata di aiuto,cercavo di respirare ma anche quello era diventato impossibile, mi stava togliendo il fiato, avevo paura, non volevo urlare, Giulio dormiva ancora e non volevo spaventarlo,ma alla fine persi definitivamente le forze e caddi a terra,a malapena riuscii a chiamare aiuto,avevo paura di morire.
Giulio si alzò dal letto in preda al panico,mi portò immediatamente in pronto soccorso con le lacrime che ancora gli rigavano il viso.
Arrivai in ospedale e improvvisamente capii che quello per me sarebbe stato il giorno più strano e squallido da ricordare per sempre,mi presero per una pazza isterica e forse anche mitomane che a tutti i costi vuole essere malata seppur sana come un pesce,tutte le visite secondo loro avevano esito negativo e mi venne detto che stavo un pò gonfiando la cosa................neanche il mio vecchio ginecologo di allora, in turno quel giorno, ebbe compassione per me,mi disse che non avevo niente e potevo ritornare a casa.Insomma, dopo 10 ore di pronto soccorso mi ritrovai distesa sul letto di casa ridotta al punto di prima.......avrei voluto piangere, urlare, ma il mio aveva più il senso di un grido soffocato che altro, nessuno mi aveva ascoltata, nessuno mi aveva creduta,solo Giulio e la mia famiglia ma loro purtroppo non sono medici e più di quello non avrebbero potuto fare.
Aspettai l'indomani e andai subito privatamente dal ginecologo di mia zia,non servì molto, una semplice visita e la diagnosi fu presto fatta....ENDOMETRIOSI UTERO-VESCICALE INFILTRANTE,fece una lettera di ricovero urgente e mi mandò subito dal primario dell'ospedale di Monselice.
Il mio intervento avvenne esattamente una settimana dopo, duròcirca 5 ore e vista la gravità della situazione mi venne asportata quasi tutta la vescica,raschiato l'intestino e asportati vari noduli, tra cui uno nel setto retto-vaginale e uno che comprimeva sul nervo sciatico............ma per ora utero e ovaie erano salve, ma purtroppo ai dati di oggi, questa situazione non durò per molto........!
Dovetti portare il drenaggio e il catetere vescicale per 15 giorni, lo tolsi solo 15 giorni prima del matrimonio,ci sposammo ugualmente e anche se i preparativi furono un pò abbandonati, era l'amore grande a farci stare bene,non serviva altro, avevo un marito splendido accanto a me, la mia adorata cagnolina, la mia famiglia e da non sottovalutare, indossavo il vestito che avevo scelto all'eta di 14 anni e che ora mi ero fatta cucire apposta per me.............non avrei mai immaginato di indossarlo sui miei 5 tagli ancora freschi,segno evidente della mia tragedia, ma ero felice ugualmente....
Non rinunciammo neanche al viaggio di nozze, che limitammo però ad una sola settimana e soprattutto qua in Italia, andammo sul monte rosa,ormai per noi la strada sembrava essere in discesa,ma tutto questo non durò neanche fino alla fine del viaggio, infatti io iniziai a stare male nuovamente.........improvvisamente ricominciò il mio calvario...........Sono passati da allora 5 mesi e io aspetto ancora di rinascere, si, rinascere perchè io ricordo quel giorno in sala operatoria come il giorno in cui sono MORTA,non vivo più,ogni volta che vado in bagno sono dolori atroci,sono costretta a fare pipì in piedi e non più seduta,non si può a 26 anni alzare gli occhi al cielo e sperare che quell'ultima goccia smetta finalmente di scendere,odio il momento in cui devo andare a letto perchè non dormo più,i dolori mi torturano, passo le notti a guardare il soffitto pregando ad un cielo che sembra essersi dimenticato di me,sono giovane, innamorata di mio marito e non posso pensare di passare le mie giornate così.
Due settimane fa sono stata dal primario che mi ha operata,la mia endometriosi è la forma più severa che si conosca, recidiva in pochissimo tempo e ora mi ha infiltrato anche l'utero, prende il nome di ADENOMIOSI......,ormai ha infiltrao anche i tre nervi....sciatico, pudendo e otturatorio e un nuovo nodulo nel setto retto-vaginale........
Infine la notizia che 2 mesi fa forse la nostra vita sarebbe potuta cambiare, una gravidanza conclusassi però con un aborto spontaneo.
Questo è uno degli aspetti più brutti di questa malattia, per curarla bisognerebbe avere una gravidanza, ma questa malattia rappresenta una delle prime cause di infertilità nella donna........
Ma non voglio pensare che sarà lei a vincere,in fondo ho solo perso una battaglia, non la guerra, con grande forza ma anche con grande fatica tirerò su la testa e andrò avanti, lo devo a mio marito che non mi lascia mai neanche un minuto da sola e lo devo atutte voi per dimostrarvi che non bisogna arrendersi e far si che lei oltre che il nostro corpo si prenda anche i nostri sogni e le nostre vite.........
Ringrazio di cuore mia mamma Antonella, mio papà Claudio, mia sorella Sara, mia sorella Speranza con giorgio e le mie nipotine Claudia e Diana per il grande affetto che ci hanno dimostrato in questo momento così difficile e che continuano a dimostrarci giorno per giorno..............i suoceri Dino ed Emilia, mio cognato Giacomo, gli zii e i cugini sia dalla mia parte che da quella di Giulio,la mia cara nonnina Bastiana alla quale non ho mai raccontato tutto per non farla stare male....mio nonno Antonio, i nonni di Giulio Ico e Irma,tutti i nostri amici compresi Presidente, vice e designatore dell'AIA di conselve e tutti i colleghi arbitri per la sensibilità mostrata nei miei confronti,un grande Grazie anche ad Ilenia, la responsabile della cooperativa per cui lavoro,tutti quelli dell'ufficio personale per la dispinibilità mostrata ogni qual volta mi sono dovuta assentare da lavoro perchè impossibilitata dai forti dolori, e tutte le colleghe, ovviamente, che mi hanno sostituito in quei giorni.
Ma il mio ringraziamento più grande, mi sento di doverlo fare all'uomo più importante della mia vita,mio marito Giulio, che ha fatto si che io non mi sentissi mai da sola in questa grande battaglia, che mi ha dato e continua a darmi la forza di andare avanti nonostante noi non fossimo una coppia collaudata da 30 anni,e insieme a lui, la nostra cagnolina Keirina che non mi lascia neanche un minuto da sola.
GRAZIE,UN GRANDE GRAZIE A TUTTO.
Sindicazione
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